Movistar, Pelayo Sánchez al rientro in corsa dopo un periodo difficile: “Ho avuto il Fuoco di Sant’Antonio e poi un infortunio al ginocchio. Ora finalmente ho sensazioni positive”
Pelayo Sánchez è pronto a tornare in corsa dopo un periodo particolarmente difficile. Il classe 2000 della Movistar arriva da un 2025 in cui ha corso pochissimo, a causa di un doppio problema fisico, prima il Fuoco di Sant’Antonio e poi un infortunio al ginocchio. Una situazione che ha di fatto bloccato quella che sembrava una carriera lanciata verso risultati importanti, visto che nel 2024 era stato protagonista al Giro d’Italia, vincendo la tappa di Rapolano Terme davanti a Julian Alaphilippe. Ora il recupero è completato e il debutto stagionale avverrà la prossima settimana alla Vuelta a Asturias, la corsa di casa, in cui centrò la sua prima vittoria da professionista nel 2023. L’obiettivo non sarà fare risultato, ma semplicemente ritrovare le sensazioni da ciclista.
In una lunga intervista a MARCA, il corridore asturiano ha spiegato cosa è accaduto lo scorso anno e le difficoltà per avere una diagnosi precisa riguardo ai problemi di salute riscontrati: “Non gareggio dal 14 settembre, e praticamente dal 2024. È stato un percorso piuttosto lungo, anche solo raccontarlo qui sembra interminabile, immaginate viverlo. Tutto è iniziato con alcuni problemi di salute alla Strade Bianche del 2025. È cominciato con febbre, raffreddore, niente di straordinario, solo routine, un lieve raffreddore che si è rivelato non essere affatto un raffreddore e ha iniziato a complicarsi. Si è trattato di un’eruzione di Herpes Zoster (il Fuoco di Sant’Antonio ndr). In seguito, abbiamo sempre cercato di spiegarla con qualche batterio, qualche virus; si è ipotizzato che si trattasse di malattia di Lyme, ma alla fine era proprio quello. Abbiamo spesso cercato delle spiegazioni, ma si trattava di Herpes Zoster, che in sostanza è una riattivazione del virus della varicella dovuta a un sistema immunitario indebolito. A dire il vero, non abbiamo mai scoperto il perché”.
Sánchez ha poi sottolineato come spesso ci si spinga oltre i limiti del proprio corpo e anche a lui è successo: “Cerchiamo sempre di trovare una spiegazione, ma a volte non ce n’è una, e quello che dobbiamo fare è ascoltare il nostro corpo e rispettare i tempi di recupero. Che ci crediate o no, nelle competizioni di alto livello, è proprio questo che a volte non riusciamo a fare: non rispettare i tempi di recupero del nostro corpo. A proposito, volevamo tornare troppo presto, e ho avuto una ricaduta ai Campionati spagnoli. Non ho potuto partecipare perché ho avuto gli stessi problemi tre mesi dopo, quando sembrava che tutto fosse a posto, che i test e il virus, dopo due cicli di farmaci antivirali, fossero ormai alle spalle”.
Quando tutto sembrava essersi risolto è poi arrivato anche un problema al ginocchio, con la necessità di un intervento chirurgico a fine anno, che ha comportato un ulteriore stop: “Poi ho avuto un problema al ginocchio, iniziato con un dolore lieve che abbiamo attribuito al lungo periodo di pause, riprese e agli intensi allenamenti iniziali, e che non siamo riusciti ad alleviare né con la fisioterapia né con il riposo. Si è rivelato un altro piccolo infortunio, sono dovuto andare in ospedale e ho dovuto subire un intervento chirurgico alla fine dell’anno”.
Dopo questi problemi, lo spagnolo può tornare finalmente ad essere ottimista, con un programma di allenamento che sta iniziando a dare i propri segnali positivi: “Mi piace vedere il bicchiere mezzo pieno. Tutto ha un lato positivo e tutto accade per una ragione. Forse quella pausa forzata, dopo tanti alti e bassi, con l’intervento al ginocchio, era proprio ciò di cui avevo bisogno per riposarmi sia fisicamente che mentalmente. Ora, finalmente, dopo quasi un anno, ho sensazioni positive e riesco a seguire un programma di allenamento che ci incoraggia a compiere il passo finale del ritorno alle competizioni con una certa fiducia”.
Il ritorno in corsa sarà un test per capire se realmente si sarà messo tutto alla spalle e farlo nella corsa di casa lo rende ancora più speciale: “Vincere è una cosa importante, ed è sempre molto difficile. Non parlo di un infortunio, perché gli infortuni spesso hanno un inizio, una fine e uno schema ben preciso, ma il mio è stato una serie di problemi che hanno portato a un anno strano. Dopo un anno strano, il ritorno alle competizioni è sempre un’incognita. Dobbiamo essere prudenti. Speriamo. Tutti i ciclisti e tutti gli atleti sognano sempre la vittoria; quando indossiamo un pettorale, vogliamo vincere, ma penso che non sia il momento giusto. È il momento di essere cauti e vedere come reagisce il corpo. Nella mia gara di casa, che conosco bene, penso che sia una buona opportunità per riprendere gradualmente le competizioni”.
Per quanto riguarda il prosieguo della stagione, Sánchez dovrà valutare il programma in base a come risponderà il suo corpo: “L’idea è di disputare alcune gare a maggio, oltre al Giro d’Italia ci sono anche diverse corse in Francia. Continueremo ad accumulare chilometri di gara e poi a giugno andremo al Tour de Suisse, una corsa che mi piace molto. È una delle mie preferite, insieme al Giro. Da lì, valuteremo questo primo blocco di gare, vedremo come si sentono le mie gambe, come reagisce il mio corpo e dove ci porterà la stagione”.
Un ritorno in piena forma potrebbe coincidere con la partenza della Vuelta a España, che potrebbe diventare l’obiettivo stagionale: “Fare una corsa di tre settimane in casa è sempre un’emozione speciale, ed essere con la Movistar è sempre un onore, ancor di più nella mia corsa di casa. Ma vedremo, perché una corsa di tre settimane, dopo un anno difficile e con quei problemi di salute, è sempre una sfida in più. Per affrontarla con fiducia, bisogna essere in buona forma. Ma se sarò sulla linea di partenza, sarà un buon segno che tutto è andato bene durante questi sei mesi che l’hanno preceduta”.
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